Giovanni Margiacchi - Intermediazioni dal 1926
GIOVANNI MARGIACCHI - Vini&Vini: intermediazioni dal 1926 - Il Prugnolo - La Mongolfiera - M.G. Immobiliare
 
venerdý 22 marzo 2019  

 Home

 » Chi Siamo

 » Vini & Vini

 » Il Prugnolo

 » La Mongolfiera

 » M.G. Immobiliare

 » Notiziario

 » Commento sui
     Mercati


 » Galleria Immagini

 » Links

 » Contatti

 » Newsletter












Dimmi da dove vieni, ti dar˛ i vini giusti
come offrire i nostri vini, in base alla nazionalitÓ del consumatore

Dimmi da dove vieni, ti darò i vini giusti

 

I tedeschi prediligono vini poco costosi. I californiani guardano al terroir. Un convegno spiega come offrire i nostri vini, in base alla nazionalità del consumatore.

All’estero aumenta il numero dei consumatori di vino italiano e i nostri produttori guardano oltre confine con sempre maggiore appetito.

L’obbiettivo è conoscere le specificità dei singoli mercati, talvolta molto lontani da noi, e organizzare al meglio l’offerta e la distribuzione. La globalizzazione dei consumi di vino, tuttavia, ha cominciato ad avere conseguenze anche sulla nostra ristorazione, che sta imparando ad accogliere turisti stranieri che hanno gusti o preferenze diversi a seconda della nazionalità d’origine.

A fare un po’ di chiarezza su una materia così complessata ha contribuito un convegno organizzato in Settembre dalla Regione Abruzzo e dall’istituto nazionale per il commercio estero dal titolo ”L’immagine del Vino Italiano nel mondo”.

Tedeschi. A guidare la classifica dei turisti stranieri in Italia sono da sempre i tedeschi, poco propensi all’acquisto di bottiglie costose. “In Germania, ha spiegati Ugo Caliussi, della società importatrice Ges Sorrentino – il criterio di acquisto prevalente è quello del prezzo e l’82% del vino è acquistato nei supermercati. La ristorazione Tedesca, invece, moltiplica almeno per 4 il prezzo di acquisto di una bottiglia; così facendo incentiva la clientela a consumare altri tipi di bevande.

Americani. Più propensi ai vini di qualità sono i turisti statunitensi, molti dei quali sono ormai abituati all’idea di stappare bottiglie di pregio al ristorante. “Negli USA – ha raccontato la giornalista Elin Mc Coy – i consumi sono in crescita costante”. Da noi il vino non è solamente questione di gusto, ma spesso ha a che vedere con le emozioni ed i ricordi. La tendenza ad approcciare il vino in materia emotiva, tuttavia, spinge spesso i consumatori statunitensi a semplificare il processo d’acquisto, dando importanza soprattutto alla varietà d’uva ed al marchio. Di fronte ad un turista statunitense, di conseguenza, un Sommelier dovrebbe usare poche parole di grande effetto, senza perdersi in inutili giri di parole su denominazioni e terrori.

Generalizzare è, tuttavia, difficile: un Californiano tende ad essere più interessato a conoscere il luogo di provenienza di un vino rispetto ad un abitante della costa Atlantica. In Canada invece, succede esattamente il contrario: in questo paese, infatti, la cultura enologica più evoluta è detenuta da chi vive sulla costa orientale, e in particolare nello stato del Quebec. A proposito di America non andrebbero poi sottovalutati i turisti di età inferiore ai 30 anni: un segmento di consumatori molto interessante.

Asiatici. Lo stesso vale per le donne asiatiche, specie Giapponesi e Indiane, che dimostrano un grande interesse nei confronti del vino, superiore alla media: di fronte a turisti di queste nazionalità bisognerebbe evitare di coinvolgere nella scelta di una bottiglia solamente gli uomini.

Scandinavi. Attenzione anche ai turisti Svedesi e Scandinavi in genere: in questi paesi, infatti beve regolarmente vino il 70% della popolazione. “In Svezia, ha commentato Goran Kronstam – consumiamo ancora poco vino, circa 20 lt. procapite, ma con una buona frequenza. Siamo poco fedeli a una determinata marca o tipologia e di conseguenza molti soggetti alle mode”. Insomma gli Svedesi sono individualisti, con pochi pregiudizi alle spalle, e in quanto tali apprezzano più di altri consigli e proposte.

Russi. Non possiamo infine evitare ai turisti russi, alcuni dei quali hanno enormi disponibilità di denaro.”In Russia, ha confermato Anatoly Korneev, distributore – la classe media sta sparendo, e quella più ricca ama viaggiare, anche in Italia”.

In sintesi, ciò che accomuna i consumatori stranieri è un sottile rimprovero alla nostra enologia: la difficoltà a districarsi tra tante denominazioni, varietà e marchi.

Non a caso, ha spiegato la giornalista cinese Sue Chun: “I vini italiani che vendono meglio in Cina sono quelli che hanno nomi facili da ricordare”.

 

QUANTO E’ IMPORTANTE L’ORIGINE DI UN VINO

 

Nazionalità clientela

Da   1 = per niente   a 

 9 = molto

Nuova Zelanda

2

Spagna

3

Usa/costa Atlantica

3

Australia

4

Cile

4

Francia

5

Usa/costa Pacifico

6

 

PRESENZE STRANIERI

 

(Giugno 2006/2007-in migliaia)

 

Germania

1.279

Usa

367

Svezia

67

Canada

55

Giappone

38

Russia

31

Brasile

29

Cina

18

 



Questo articolo Ŕ stato letto 689 volte



Margiacchi.eu Ŕ sviluppato da ę 2019  - P.IVA 01189510512

Margiacchi.eu è ospitato nei server di ar@n Informatica - Arezzo