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domenica 16 giugno 2019  

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Vendemmia 2008
le previsioni della confagricoltura e quelle, più prudenti, di alcuni enologi

La vendemmia 2008 si annuncia davvero promettente. La Confagricoltura prevede una crescita della produzione del centro sud del 3%, al livello di 44-45 milioni di ettolitri. L'osservatorio per le colture vinicole e il mercato del vino ha raccolto i dati di 360 aziende viticole su aspettative di mercato e qualita' attesa. Ne emerge un quadro molto dettagliato, in cui la produzione, sebbene non abbondante, aumenta rispetto all'anno scorso, quando le alte temperature causarono un diffuso problema di siccita' dal Nord a Sud.
La vendemmia 2008/09 si preannuncia invece tranquilla al Sud, dove non si riscontrano malattie, parassiti o problemi climatici per i vigneti: in Puglia e in Sicilia l'incremento atteso e' dell'8%. Al Nord qualche difficolta' viene dalle abbondanti piogge, che hanno in parte compromesso la fioritura: maggiori riduzioni si attendono in Piemonte e Lombardia, con una media complessiva del 2% per le regioni settentrionali.
Al centro, nonostante una disomogeneita' marcate tra zone anche limitrofe, i produttori prevedono una crescita dei volumi del 5-6%. In termini di qualita' l'intero Paese promette bene: uno stato vegetativo soddisfacente dei vigneti, come anche l'esito positivo delle fasi di cacciata e allegagione, fanno prevedere un'annata di vino buono e schietto.

Una previsione vendemmiale doverosamente prudente ma all’insegna dell’ottimismo quella per l’annata 2008, ancora prematura e parziale, specie se si prendono in considerazione i vitigni tardivi, che costituiscono il nerbo dell’eccellenza enologica italiana.
Certo, il millesimo 2008 era partito con auspici piuttosto foschi. Le forti piogge protrattesi nei mesi di marzo, aprile maggio e giugno, coincidenti con alcune fasi fondamentali del ciclo fisiologico della vite (germogliamento, fioritura e allegagione, cioè la formazione del frutto), hanno causato una perdita in termini di potenziale produttivo. L’ondata di calore, che praticamente da inizio luglio, non ha abbandonato la gran parte delle zone a maggiore vocazione viticola (fatta eccezione, in generale, per le regioni del nord, dove non sono mancate piogge violente e grandinate) ha come “pareggiato i conti” con l’abbondanza di acqua, che ha costituito, peraltro, una solida riserva idrica per le viti. Il momento di elaborazione pre-invaiatura, cioè prima che il grappolo si colori definitivamente, potrebbe tuttavia essere disturbato da temperature troppo alte nel vigneto (ricordiamo che a 35° C, la vite non sintetizza più alcuna sostanza) e dalla “abitudine” dei tessuti della vite ad un’annata dalla disponibilità idrica generosa. Questo per quanto riguarda una prima e molto superficiale analisi, ma vediamo cosa pensano alcuni dei più quotati enologi e agronomi del panorama italiano, che “tastano” quotidianamente il polso di tutti i luoghi più importanti del “Vigneto Italia”.
L’enologo toscano Carlo Ferrini, consulente non solo per tante aziende toscane - dalle chiantigiane Castello di Fonterutoli e Barone Ricasoli a La Brancaia, da Casanova di Neri a Castello di Romitorio (Montalcino), da Poliziano (Montepulciano) a Fattoria di Petrolo (Arezzo), ma anche dell’abruzzese Valle Reale, della trentina San Leonardo fino alle siciliane Donnafugata e Tasca d’Almerita - spiega che “il raccolto 2008 potrebbe essere una vendemmia vecchio stile, per intenderci come quella del 1998 o addirittura del 1996, con epoca di raccolta prevista, solo per fare alcuni esempi, per il Sangiovese non prima di ottobre e per il Merlot dopo la metà di settembre. Quantitativamente dovrebbe essere una vendemmia allineata con quella del 2007, ma è ancora presto per esprimere un giudizio definitivo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda, Riccardo Cotarella, enologo di fama mondiale e consulente di tante aziende dalla molisana Di Majo Norante, dall’umbra Terre della Custodia alla campana Montevetrano, dalla Galardi a San Patrignano, dalla lombarda Castello della Cigognola alla toscana Castello di Volpaia, dalla calabrese Greco all’abruzzese Villa Medoro, dalla pugliese De Castris alla laziale Poggio Le Volpi, dalla siciliana Abbazia Santa Anastasia alla Falesco, di cui è proprietario, insieme al fratello Renzo Cotarella (direttore generale della Marchesi Antinori, ndr): “premettendo che è ancora troppo presto per giudizi definitivi, possiamo di re che il dato quantitativo è sostanzialmente a macchia di leopardo. Ci sono stati, in effetti, fenomeni di cattiva allegagione, attacchi violenti di malattie come la peronospora, ma anche vigneti assolutamente in buone condizioni. Vedrei piuttosto - continua Cotarella - una vendemmia “vecchio stile” con epoca di raccolta generalmente posta tra settembre ed ottobre, ad eccezione della Sicilia, dove, come sempre, la vendemmia sarà in anticipo”.
Attilio Pagli, enologo consulente a capo del gruppo Matura, la società di servizi per aziende vitivinicole con sede ad Empoli, vede “qualche problema nella quantità. Abbiamo avuto peronospora e cattive allegagioni in molte zone e, quindi, il livello quantitativo potrebbe essere più basso di quello del 2007. Al contrario, però, i grappoli, diciamo “superstiti”, sono più spargoli e questo è senz’altro un segnale molto positivo. Come tempi - aggiunge Pagli - siamo in ritardo rispetto alle vendemmie degli ultimi due anni. Quella del 2008 dovrebbe essere una raccolta più regolare, ma detto questo, incrociamo le dita”.
Leonardo Valenti, professore di viticoltura dell’Università di Milano e consulente di aziende del calibro dell’umbra Caprai e delle famose “bollicine” Berlucchi, commenta che “l’elemento caratterizzante la vendemmia 2008 è, allo stato attuale, una disomogeneità nella maturazione dei frutti. In Sicilia, infatti, siamo decisamente in avanti, mentre al nord la situazione è opposta, con la peronospora a fare da padrona. Mi sembra di poter dire che quest’anno saranno in pochi a diradare e il periodo della raccolta sarà molto lungo, ad eccezione, appunto, della Sicilia. Al nord, penso alla Franciacorta, le basi spumante non saranno vendemmiate prima di settembre. Non sarà quella del 2008 una vendemmia di grande livello quantitativo, considerando che intere produzioni, penso in Veneto alla Croatina, ma anche in Friuli e Puglia ci sono casi analoghi, sono praticamente perse quasi del tutto. Direi una vendemmia particolarmente interessante per le zone del centro Italia - conclude Valenti - mediamente buona al Sud e un po’ più problematica al nord”.
Sostanzialmente sulla stessa linea i commenti di Lorenzo Landi, enologo consulente ma anche direttore delle produzione del gruppo Saiagricola (Fattoria del Cerro e La Poderina in Toscana; Colpetrone in Umbria) e consulente di cantine come Lungarotti in Umbria e Cottanera in Sicilia: “ogni valutazione definitiva è, evidentemente, azzardata. Attualmente, le vigne sono sotto un moderato stress idrico, che specie per i vitigni a bacca rossa è un elemento positivo. I grappoli hanno pesi non esagerati, sono tendenzialmente spargoli, e l’escursione termica notturna è discreta. Sarà - aggiunge Landi - un’annata con tempi di maturazione più lunghi che nel recente passato, intorno ai 15 giorni di ritardo rispetto al 2007. Un’annata non di grandissima concentrazione, che potrebbe dare vini più freschi e profumati rispetto a quelli del 2006 e del 2007. I quantitativi dovrebbero essere superiori a quelle del 2007, ma solo in determinate zone, visto che in altre c’è stato un problema di cattiva allegagione”.



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