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domenica 16 giugno 2019  

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Vino, la rivoluzione nei nomi
dall'omonimia chianti/chianti classico alla perdita di tutte le doc del vinsanto

Allarme, se passano le norme Europee, denominazioni dimezzate.

Dimezzate le denominazioni della Toscana, dalle 49 attuali a 24 DOP. Dall'omonimia Chianti/Chianti Classico alla perdita di tutte le DOC del Vinsanto in Toscana, dalla Barbera Piemontese che dovrà dire addio alla sua denominazione, all'Albana passito di Romagna, che diventerà una tipologia di vino di un'area più vasta: sono questi alcuni degli esempi di quello che potrebbe accadere all'indomani dell'entrata in vigore, prevista per il 1° Agosto 2009, della nuova classificazione dei vini dettata dall'Europa comunitaria.

L'allarme è stato lanciato dal Presidente delle Città del Vino Valentino Valentini, che chiede al Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, di intervenire sulla commissione Europea per ritardare l'entrata in vigore della nuova classificazione. Non più le 470 denominazioni, fra DOCG, DOC e IGT, che da sempre simboleggiano il made in Italy enologico, ma appena 182 in sole DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta). Un rimescolamento di territori e confini che interessarà la geografia enologica con il rischio, per le "Città del Vino", di una grave perdita di identità.

Lo scenario che potrebbe prospettarsi per i vini Italiani è preoccupante: la nuova classificazione, ispirata a quella che oggi tutela le produzioni tipiche agroalimentari, imporrà ad un territorio una sola DOP o IGP. Solo per fare un esempio, a Montalcino, la DOP Brunello cancellerà la DOC Rosso di Montalcino, Sant' Antimo e Moscadello. Niente più sottozone o menzioni aggiuntive ma un'unica DOP, con il risultato, prendendo ad esempio il Chianti, della scomparsa del Chianti Rufina, Chianti Montespertoli, Chianti Colline Senesi etc...

Il meccanismo delle scelte vendemmiali, che prevede, in annate particolarmente sfavorevoli, di declassare i vini da DOCG a DOC o a IGT, non sarà più possibile. A questo scenario si aggiunge un altro elemento, non secondario, di tematica squisitamente amministrativa: il riconoscimento delle denominazioni spetterà alla Comunità Europea e, benchè tutte le denominazioni vigenti al momento dell'entrata in vigore del regolamento potranno ottenere il loro riconoscimento, adeguandosi alle nuove norme, se non lo faranno, potranno essre eliminate dalla stessa commissione.

"Tenendo conto dei criteri per cui non sarà possibile la sovrapponibilità di DOP con DOP, di DOP con IGP, di IGP con IGP" - sottolinea Valentini - "lo scenario che emerge ha davvero dell'incredibilee dovrà essere attentamente analizzato in sede di discussione in Commissione Europea. Di fronte all'allarmante silenzio da parte delle istituzioni, assocoazioni di categoria e consorzi, ancora una volta sono le Città del Vino a chiedere l'apertura di un dibattito per salvare la nostra storica geografia enologica".

L'Italia del vino potrebbe davvero diventare un'entità radicalmente trasformata. La DOC Valle d'Aosta diventerà una DOP, e fin qui poco male; le 54 denominazioni Piemontesi saranno sostituite con 22 DOP; 10 DOP e 1 IGP per la Lombardia, a fronte delle 33 attuali; delle 38 del Veneto si passerà a 15 DOP e 1 IGP;  8 DOP per il Friuli contro le 14 attuali;  le 12 denominazioni del Trentino saranno ridotte alla sola DOP Trentino, e lo stesso per la DOP Alto Adige; 4 DOP e 1 IGP in Liguria a fronte delle 11 denonminazioni attuali; dalle 31 dell'Emilia Romagna a 10 DOP e 1 IGP.



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