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domenica 16 giugno 2019  

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Road Show negli Stati Uniti per far conoscere il sistema di controllo del Wine and Food Italiano
il ministro zaia: così lavoriamo per mantenere alta la fiducia dei consumatori

"Continueremo a lavorare per il rafforzamento dei rapporti di fiducia con le autorità americane, che hanno dimostrato di apprezzare e riconoscere l’efficacia del nostro sistema di controlli, che garantisce ai consumatori di tutto il mondo elevati standard di sicurezza alimentare”: è con queste parole che il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia ha commentato la buona riuscita del seminario “Italian Wine Quality Control System”, di scena nei giorni scorsi a Washington, nel “Vinitaly Usa Tour” 2008.
Nel seminario, nella prestigiosa sede e grazie all’organizzazione dell’Ambasciata d’Italia, si è voluta dimostrare l’efficacia del nostro sistema di controlli e si è avuto modo di far incontrare la delegazione italiana inviata dal Ministero delle Politiche Agricole con le autorità americane, in particolare con i responsabili del Ttb (Alcohol &Tobacco Tax & Trade Bureau, Department of Treasury) e del Ustr (Us Trade Representative), incaricati della difesa del consumatore, per consolidarne la collaborazione all’indomani dell’insorgere della vicenda del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano.
I due relatori del seminario, Giuseppe Serino, capo Dipartimento dell’Icq (Ispettorato Centrale per il Controllo della Qualità dei Prodotti Agroalimentari) e Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc (Confederazione nazionale dei Consorzi volontari per la tutela della denominazione dei vini italiani) hanno illustrato alle autorità americane l’efficacia del doppio sistema di controllo, pubblico-privato, della qualità dei nostri prodotti agro-alimentari, in particolare i vini.
“Il sistema di controllo pubblico - ha spiegato Serino - si avvale della collaborazione di ben 12 laboratori, dislocati sul territorio italiano, e prevede un controllo nei vigneti, presso gli stabilimenti di produzione e di imbottigliamento e controlli incrociati di tracciabilità, unico caso in Europa, presso gli stessi operatori”.
A riprova dell’efficacia e della serietà dei controlli effettuati dall’Icq e della qualità del nostro vino, Serino ha poi sottolineato come, nel biennio 2007-2008, i funzionari del suo Dipartimento abbiano eseguito oltre 17.500 ispezioni su oltre 12.500 operatori, che hanno portato a 548 prodotti sequestrati. Ricci Curbastro ha presentato il vero fiore all’occhiello del sistema di controllo predisposto dalla Federdoc in collaborazione con l’Icq, denominato “tracciabilità informatica presso gli operatori di filiera”.
Questo sistema permette ad ogni privato cittadino di risalire immediatamente per ogni bottiglia, con il supporto di internet, non solo all’imbottigliatore e alla data di imbottigliamento, ma anche alle caratteristiche chimico-fisiche del vino e in alcuni casi anche al vigneto che ha prodotto quelle uve.
Il seminario ha riscosso il vivo apprezzamento dei funzionari del Ttb presenti, che nel corso della discussione, seguita ai suddetti interventi, si sono detti positivamente colpiti dalla serietà ed efficacia dell’azione italiana in materia di difesa del consumatore ed in particolare dalla dimostrazione di tracciabilità informatica che non ha uguali al mondo.
“Gli americani apprezzano il nostro vino e il nostro cibo. E’ nostro dovere - ha detto ancora Zaia - lavorare per potenziare l’export oltreoceano e per mantenere alta la considerazione che all’estero hanno del nostro sistema di controlli sull’agroalimentare”.



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