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venerdì 22 marzo 2019  

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Natale in tempo di crisi
intervista a roberto bruchi, enologo e direttore associazione produttori vitivinicoli toscani

La situazione, come e quanto riguarda il settore vitivinicolo?“La crisi investe anche il settore vitivinicolo, è normale che un evento negativo di questa portata colpisca soprattutto prodotti come il vino, con flessioni non solo interne ma anche i mercati esteri ne risentono, andando a vedere la situazione di buona parte dei Paesi importatori dei nostri prodotti. Probabilmente se ci fossimo trovati qualche anno addietro, l’impatto sarebbe stato anche peggiore”.
Perché?
“La crisi economica ci ha colto in un momento in cui abbiamo già messo mano a tutta una serie di situazioni tra le quali il riposizionamento dei nostri vini nel rapporto qualità prezzo”.
Questo va a creare un maggiore gap tra i vini di alta qualità e le etichette meno conosciute?
“Nelle grandi denominazioni esiste una proposta abbastanza ampia di prezzi ma negli ultimi anni sono state adottate dalle aziende nuove strategie di marketing e commerciali che vano a differenziare le produzioni, allargando l’offerta, utilizzando al meglio le denominazioni. Questo ci ha permesso di attutire l’impatto dovuto alla profonda crisi generale”.
Quindi, si prospetta un 2009…“Si chiude un 2008 non esaltante iniziato invece abbastanza bene. Il problema guardando avanti sarà di un 2009 che tutti gli analisti economici indicano come un anno di recessione che naturalmente riguarderà anche il settore vitivinicolo. Ovviamente il vino è un bene non primario quindi più penalizzato, anche se il prodotto si colloca tra quelli più graditi al pubblico nell’agroalimentare”
Questo non significa però che non si consuma vino ma che si consuma meno e con la giusta attenzione al rapporto qualità/prezzo?
“Si possono bere buoni vini di qualità a un prezzo praticabile. L’importante è fare sistema tra i produttori, coordinare tutte le azioni, purtroppo si continua a fare tanta piccola promozione tra tanti soggetti eterogenei che non condividono progetti comuni, con dispendio di energie e di risorse non indifferente ed il tutto non porta ai risultati sperati. Quindi, anche da questo punto di vista bisogna mettere insieme delle risorse, promuovere campagne con un forte soggetto che coordini l’insieme delle azioni”.
In tal senso, Aprovito è sempre stata all’avanguardia anche nelle proposte di filiera corta, come l’enoteca Mille Vigne…
“Esatto, Mille Vigne rappresenta al meglio il concetto di filiera corta totalmente dedicata al vino con particolare attenzione verso i piccoli produttori e le piccole denominazioni per dare possibilità di scoprire l’altra Toscana vitivinicola che credo necessario conoscere”.
In questi anni tante aziende hanno investito in strutture e impianti per migliorare la qualità dei propri prodotti. Adesso, con il pieno esistere della crisi economica, quali le soluzioni?
“Per molte aziende vitivinicole la crisi attuale può significare anche bilanci più magri e quindi difficoltà nel mantenere quegli impegni presi qualche anno fa rispetto agli investimenti fatti per migliorare le strutture e la qualità dei prodotti. Ecco perché sarebbe opportuna una maggiore attenzione e comprensione da parte degli istituti di credito per dare modo di adottare tutte le misure necessarie per affrontare il 2009, in previsione nel medio periodo di una ripresa complessiva dell’economia in cui tutti speriamo. Si tratta solo di avere pazienza”.
L’Associazione Produttori Vitivinicoli Toscani di cui lei è direttore, è comunque da sempre in prima linea a tutela dei produttori, in aiuto delle aziende del territorio regionale. Quali possono essere ulteriori proposte in questo momento?
“Si potrebbe proporre un Osservatorio sulla filiera vitivinicola toscana. Considerando che il comparto vitivinicolo è quello più forte dell’intero settore agricolo, in Toscana – sia in termini di occupazione che di immagine e di valore sul mercato – bisogna prestargli la giusta attenzione. Le istituzioni, i rappresentanti dei produttori potrebbero quindi monitorare la situazione per capire ciò che succede, cosa si sta muovendo e come, per verificare le esigenze, le necessità, per dare risposte concrete ed immediate alle imprese. Per superare, insomma, questo momento di difficoltà e di crisi in modo da non disperdere ciò che insieme abbiamo costruito e messo in campo negli ultimi venti anni”.



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