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venerdì 15 novembre 2019  

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Andamento del settone vitivinicolo
considerazioni sull'annata 2008

Nel 2008 sono stati prodotti in Italia 46 milioni di hl. di vini e mosti, con un incremento dell'8% rispetto alla scorsa campagra che fece registrare solo 42,5 milioni e è stata la più scarsa degli ultimi 60 anni. L'andamento produttivo è stato molto diversificato: le regioni Centro-Nord hanno registrato valori inferiori a quelli del 2007, mentre quelle del centro-Sud, ad eccezione della Sardegna, recuperano notevolmente rispetto alla passata campagna.

A livello Europeo la produzione si conferma agli stessi livelli del 2007, in quanto all'incremento dell'Italia, si accompagna un calo produttivo in francia e Spagna. L'Italia diviene il primo produttore al mondo di vino, superando i cugini Transalpini.

Per quanto riguarda le quotazioni della materia prima (uve, mosti e vini sfusi), dopo i consistenti aumenti della vendemmia 2007 che avevano costretto tutte le aziende imbottigliatrici ad aumentare i listini di vendita in Italia e all'Estero, si è assistito ad una decisa inversione di tendenza. Sono diminuite le quotazioni di quasi tutti i vini, Chianti e Pinot Grigio in testa, per effetto dell'accumulo delle scorte dovuto alla minore richiesta del mercato, in particolare sui mercati esteri dove i vini Italiani sono stati inoltre sfavoriti dalla consistente rivalutazione dell'Euro su tutte le principali valute. Le esportazioni dei vini italiani che avevano segnato +9% nel 2007, nel 2008 sono arretrate a volume, ma hanno registrato un piccolo incremento percentuale a valore, raggiungendo l'importante cifra di oltre 3,3 miliardi di Euro. Gli USA restano il primo consumatore mondiale di vino con oltre 300 milioni di casse da 9 lt. consumate. Nella seconda parte dell'anno la crisi finanziaria ha significativamente pesato sulle importazioni dei nostri vini. Il Regno Unito è il paese Europeo dove la crisi si è fatta maggiormente sentire; le importazioni dei vini Italiani non sono diminuite, ma è stato penalizzato il segmneto premium a tutto vantaggio del primo prezzo. Il forte aumento delle accise sul vino e l'estrema debolezza della sterlina hanno completato un quadro veramente difficile. Nel 2008 le nostre esportazioni in Germania sono risultate positive. La Germania ha superato la crisi che l'aveva coinvolta alcuni anni orsono ed il mercato è stato tonico sia nel segmento tradizionale che in quello moderno. Anche il segmento discount comincia a proporre vini di migliore qualità. Gli altri mercati hanno complessivamente tenuto; i buoni incrementi registrati nei paesi dell'Est ed in quelli asiatici sono già ora messi alla prova dal mutato scenario economico, dalla svalutazione di molte monete locali e dal rallentamento del commercio mondiale.

Infine l'Italia, che rimane comunque il principale mercato. Il consumo Italiano è ora vicino ai 45 lt. procapite, con un calo più importante nel settore tradizionale (ho.re.ca.), anche a seguito delle limitazioni previste per i conducenti di autoveicoli. Il settore moderno (dati I.R.I.) ha cessato di crescere. Anche qui si assiste ad una maggiore difficoltà per i prodotti di marca a vantaggio dei prodotti a marchio e dei primi prezzi, fenomeno che interessa marginalmente il nostro settore, ma chiaramente visibile nell'agroalimentare in generale.

Complessivamente possiamo dire che il consumo mondiale di vino non è in calo; resta il fatto che la crisi e la forte concorrenza fra i produttori hanno spinto al ribasso le quotazioni in tutta la filiera, dalla produzione dell'uva alla bottiglia.

L'anno 2008 è stato importante in quanto è entrata in vigore la nuova O.C.M. (organizzazione Comune di Mercato) del settore vitivinicolo. La prima parte della riforma ha coinvolto direttamente i produttori di uva e le cantine togliendo tutta una serie di aiuti alla produzione (distillazioni, stccaggi etc...) o limitandone fortemente alcuni (arricchimenti con mosto concentrato e rettificato). I soldi non spesi su tali misure sono stati dirottati verso i piani nazionali di settore (2009/2013). In Italia, oltre all'aiuto ai mosti ed al reimpianto vigneti, sono rimasti gli aiuti agli investimenti ed alla promozione dei vini Europei sui mercati terzi. Questa è una misura particolarmente importante che consentirà all'Italia di erogare 102 milioni di Euro, a regime.

La suddivisione fra stato (30%) e regioni (70%) è già stata decisa, restano ora da finalizzare i bandi per le domande di contributo che , per la prima volta, potranno riguardare anche i marchi aziendali. La seconda parte della riforma riguarda la designazione e presentazione dei vini, la loro classificazione, le pratiche enologiche ed i controlli:

  • - nuova classificazione dei vini di origine e di quelli ad indicazione geografica, con conseguente adeguamento e modifica di molti disciplinari;
  • - vini da tavola con possibilità di indicazione del vitigno e dell'annata in etichetta;
  • - pratiche enologiche innovative quali la dealcolizzazione e la produzione di rosati attraverso l'assemblaggio di vini e/o mosti bianchi e rossi;
  • - ridisegno del sistema dei controlli da affidare ad enti terzi.

E' evidente che la regolamentazione del settore uscirà profondamente modificata e ciò comporterà profondi mutamenti nell'organizzazione produttiva e commerciale delle aziende vitivinicole. Si possono delineare due linee abbastanza contraddittorie che si stanno affermando. La prima è indirizzata alla ricerca di una maggiore protezione territoriale dei vini a denominazione di origine e indicazione geografica con obblighi sempre più stringenti, spesso accompagnato da richieste di effettuare in zona anche la fase di imbottigliamento e con un sistema di controlli mutuato dagli altri settori dell'agroalimentare. La seconda punta invece ad una grande liberalizzazione sui vini da tavola, anche con indicazione di vigneto e annate, con l'introduzione di pratiche enologiche dirette a ridurre i costi e mettere in grado le aziende di competere meglio sui mercati. Si tratta di due strategie del settore in contrasto fra loro e, a seconda di quale prevarrà, ne uscirà un settore profondamente modificato, con notevoli ripercussioni su tutta la filiera al momento non facilmente prevedibili.



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