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domenica 16 giugno 2019  

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Previsioni vendemmia 2010
vendemmia 2010 sui livelli del 2008 (46 milioni di ettolitri)

Mancano pochi giorni all’inizio della vendemmia 2010. Le previsioni a Luglio parlano di quantità in crescita  del 5% sul 2009, simile ai livelli del 2008, tempi nella norma e qualità diffusa. Attesi quindi 46 milioni di ettolitri contro i 45,4 dell’anno precedente. La cautela è d’obbligo dato che per gli esiti produttivi saranno determinanti gli ultimi giorni di Luglio ed il mese di Agosto. Ci sarà infatti da valutare quanto le riserve idriche accumulate nell’inverno risulteranno sufficienti a contrastare l’attuale ondata di caldo ed in che misura saranno arginati i potenziali attacchi dei patogeni, un rischio in molte aree a causa dell’umidità, ad oggi comunque sotto controllo. Tra le variabili da valutare anche l’effetto della vendemmia verde, attivata per la prima volta, e che, di fatto, va a togliere materia prima dal circuito produttivo, che si aggiunge alla riduzione delle superfici vitate dovute alle estirpazioni con premio previste dall’OCM vino (10.741 ettari nel 2010 oltre agli 11.571 ettari del 2009). Inoltre, in molte aree, aumenta il ricorso al diradamento per migliorare la qualità. Una caratteristica che accomuna l’andamento della stagione è il ritorno ad un calendario “normale”, dopo gli anticipi del 2009; il freddo rigido che ha contraddistinto il lungo e piovoso inverno ha infatti rallentato lo sviluppo vegetativo, determinando uno slittamento in avanti, rispetto allo scorso anno, di quasi tutte le fasi del ciclo produttivo della vite. Scendendo nel dettaglio regionale, si registra una sostanziale omogeneità all’interno delle diverse macro-aree nazionali. Nel Nord quasi tutte le regioni si collocano su livelli produttivi uguali o leggermente superiori alla campagna scorsa. Previsioni in linea con il 2009 anche per il Centro, ad eccezione delle Marche, dove, come in larga parte delle regioni Meridionali, si stima un recupero sulla flessione del 2009. Al generalizzato incremento delle regioni del Sud sembrano sottrarsi solo Sicilia e Sardegna.

Scendendo nel dettaglio dalla Toscana si registra un ritardo del ciclo vegetativo di circa 1 settimana mentre le fasi fenologiche, dalla cacciata all’allegagione, sono risultate mediamente buone anche se in alcune zone dell’area Fiorentina la cacciata è apparsa mediocre. Oltre al freddo invernale e alla pioggia primaverile, le avversità climatiche sono continuate con alcune grandinate nelle zone più alte del territorio senese e fiorentino: Castellina in Chianti, Panzano e Montalcino. Al momento la quantità delle uve risulta in linea con lo scorso anno con una qualità giudicata buona ed una gradazione che, probabilmente, sarà inferiore. I vigneti, al momento, si presentano in buono stato e solo a fine Giugno sono stati segnalati attacchi di peronospera leggermente superiori alla media del periodo, a causa dell’eccessiva piovosità che ha caratterizzato Maggio e Giugno rendendo difficile, in alcuni casi, l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari.

 



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