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Prime previsioni sulla vendemmia 2011
fonte assoenologi

LA VENDEMMIA 2011 IN SINTESI

 

La vite è più forte del clima impazzito.

Nonostante i cambiamenti climatici che hanno caratterizzato le ultime annate e le bizzarrie del tempo che hanno contraddistinto il ciclo vegetativo 2011 - spiega il dottor Giuseppe Martelli, direttore Generale di Assoenologi - la vite manifesta la sua capacità di adattamento, riuscendo a superare i momenti di criticità che hanno invece compromesso l’esito di altre colture. Prova ne è l’andamento di questa vendemmia che, seppure abbia alle spalle un'annata contraddistinta da sbalzi di temperatura e livelli di piovosità elevati, si sta orientando verso un risultato che, se il mese di settembre decorrerà nel migliore dei modi, non esclude la possibilità di firmare un millesimo di alto livello in quasi tutte le regioni italiane.

L'abbaglio dell'anticipo di vendemmia.

Sui tempi di vendemmia quest'anno si è detto di tutto e di più. Alcuni hanno lanciato previsioni a fine luglio rimarcando un anticipo di 20 giorni, altri hanno scritto che entro agosto la vendemmia sarebbe stata ultimata. E' vero in luglio, in alcune zone del Nord d'Italia, si registrava un anticipo di maturazione ma, come gli esperti ben sanno, sono i mesi di agosto e di settembre quelli che contano. Così l'anticipo di 20 giorni, nel Nord Italia, si è ridotto a una settimana, mentre in alcune regioni del Sud la vendemmia è rimasta nella norma e in alcuni casi addirittura ritardata. Molti hanno finalizzato la comunicazione sull'inizio di raccolta delle uve precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon) che sono essenzialmente utilizzate per la produzione degli spumanti e che, in effetti, per mantenere le caratteristiche necessarie vengono vendemmiate prima delle altre. Esse però rappresentano un'assai minima parte della produzione viticola italiana (poco più del 5%) e se pensiamo che solo in Franciacorta la raccolta è iniziata l'8 agosto mentre nelle altre zone dopo Ferragosto, è stato un assurdo generalizzare.

La quantità.

Nel 2011 - prosegue Martelli - si produrranno 44 milioni di ettolitri di vino e mosti, un quantitativo inferiore di poco più del 5% a quello del 2010 (46.745.000 dato Istat), a fronte della media quinquennale (2006/2010) di 46.187.000 di ettolitri e di quella decennale (2001/2010) di 47.562.000 di ettolitri. L’Italia risulta divisa in due parti. Il Centro - Nord (fino alla Toscana) manifesta un'incidenza produttiva abbastanza omogenea che va da 0 a -5% rispetto allo scorso anno. Il Centro Sud (dalle Marche alla Sicilia) evidenza invece un decremento che oscilla da -5% a -20%. Unica voce fuori dal coro la Sardegna che, dopo tre anni di decrementi, aumenta del 15%. Il forte decremento della produzione siciliana è dovuto anche dall’abbandono, nel 2011, di oltre 2.000 ettari di superficie vitata e dalla cosiddetta "vendemmia verde" (che consiste nel rendere improduttivo il vigneto per un anno), per un totale di circa 13.000 ettari. Il Veneto (8.370.000 ettolitri) si conferma, per il quinto anno consecutivo, la regione italiana più produttiva. Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia insieme producono circa 26.000.000 ettolitri, ossia quasi il 60% di tutto il vino italiano. Il caldo della seconda quindicina di agosto ha influito sulla resa uva/vino, diminuendola e quindi ridimensionando ulteriormente la produzione.

La qualità.

Lo scorso anno la qualità delle uve e quindi dei vini è stata piuttosto eterogenea nel senso che, anche in una stessa regione, il buono si scontrava con l'eccellente e il mediocre con l'ottimo. Quest'anno si riscontra invece una certa omogeneità in quasi tutte le regioni - aggiunge il direttore generale di Assoenologi - visto che il ciclo vegetativo è decorso in modo altalenante ma con una certa regolarità sia al Nord che al Sud d'Italia. Complessivamente la qualità delle uve è ottima e pertanto si prevedono vini di alto profilo. Se per alcune tipologie di bianchi questo può essere quasi definito, un punto di domanda rimane soprattutto per i vini rossi le cui uve saranno vendemmiate nel mese di settembre con punte anche in quello di ottobre.

Come per la quantità anche per la qualità Il caldo della seconda quindicina di agosto potrà riservare delle sorprese sia per i vini bianchi sia per quelli rossi, in quanto alcuni vigneti, in particolar modo di collina, potrebbero negativamente risentire delle eccessive temperature.

Quindi sarà l’andamento climatico e meteorico delle prossime settimane a decidere il livello qualitativo della produzione 2011. Infatti se settembre decorrerà nel modo più opportuno, ossia con giornate soleggiate ma fresche, con adeguate precipitazioni e, soprattutto, con buone escursioni termiche notturne, le possibilità di ottenere vini bianchi profumati, ricchi di finezza e freschezza, e vini rossi ben strutturati, tipici ed equilibrati, ci sono tutte.

Le previsioni di mercato.

Le vendite all’estero nel 2010, rispetto al 2009, - afferma Martelli - hanno fatto registrare un incremento dell'11,9% in valore e dell'11% in volume. I più recenti dati del 2011 indicano un ulteriore incremento: +15% in valore e +16,5% in volume, sempre rispetto allo stesso periodo del 2010. La ripresa del settore c'è e si comincia a vedere. Performance importanti visto che nel 2010 è stato esportato quasi il 50% della produzione nazionale. il che significa che i vini italiani, sia pure con cauto ottimismo, stanno tornando a volare. Dati che sono confermati anche dall'incremento delle quotazioni all'ingrosso di uve, mosti e vini, in quasi tutte le regioni italiane con incrementi medi che vanno dal 5% al 20% per le tipologie più richieste. Va ricordato che i prezzi all'ingrosso dei vini nel 2010 erano stati uguali a quelli del 2009 che erano scivolati di oltre il 30% rispetto al 2008.

I consumi interni continuano a calare.

Secondo Assoenologi i consumi interni di vino nel 2010 si sono attestati sui 43 litri pro-capite, contro i 47 del 2007. La tendenza è verso un ulteriore decremento, tanto che nel 2015 l’Assoenologi li stima sotto la soglia dei 40 litri con un calo di circa il 70% rispetto agli anni Settanta quando in Italia si consumavano poco meno di 120 litri a persona per anno. In pratica dai due bicchieri pro-capite bevuti negli anni Settanta, siamo passati a solo mezzo bicchiere di oggi.

L'Italia e il Mondo.

La produzione mondiale di vino è di 300 milioni di ettolitri (40 miliardi di bottiglie) il 60% prodotti nell’Unione Europea. Il 17% della produzione mondiale ed il 30% di quella europea “parlano italiano”. Nel 2010 l’Italia ha prodotto 46,7 milioni di ettolitri (media decennale (47,6 milioni). La superficie di uva da vino in Italia nel 1980 era di 1.230.000 ettari, nel 1990 era scesa a 970.000 ettari ed oggi è di 684.000. In vent’anni il nostro Paese ha perso 286.000 ettari quanti ne hanno oggi la Lombardia, la Puglia e la Sicilia insieme. Per alcuni questo è un dramma per altri un bene visto che oggi è inutile produrre quello che il mercato non vuole.

RICORDANDO LE TRE PRECEDENTI ANNATE

 

Prima di prendere in considerazione la vendemmia 2011 riteniamo sia importante ricordare le caratteristiche quantitative e qualitative delle tre precedenti campagne che sicuramente non sono state tra le più brillanti degli ultimi vent'anni.

2008: salvata da uno straordinario mese di settembre. Nel 2008 si produssero 46,2 milioni di ettolitri di vino con un incremento del 9% rispetto all'anno precedente che, come abbiamo visto, è stato però molto avaro. Le regioni del Centro Nord, a eccetto della Lombardia, del Veneto e dell'Emilia Romagna, furono caratterizzate dal segno meno, quelle del Centro Sud, a eccezione del Lazio e della Sardegna, recuperarono notevolmente rispetto alla precedente produzione, tanto che la Sicilia fece registrare +35%. Le positive condizioni climatiche verificatesi in tutt'Italia nei mesi di settembre e di ottobre prolungarono il periodo di accumulo e di raccolta permettendo un forte recupero qualitativo al Centro Nord e in particolar modo per quei vini ottenuti da uve vendemmiate tardi. Il 2008 è valutato come un'annata assai eterogenea, comunque complessivamente buona con solo qualche punta di ottimo.

2009: bizzarra, ricca di colpi di scena, annata più bagnata dal 1803. Il 2009 ha presentato caratteristiche ancora diverse dalle due precedenti annate a partire dalle precipitazioni autunno-invernali, considerate dal Cnr tra le più abbondanti dal 1803. A una primavera capricciosa e caratterizzata da capovolgimenti e colpi di scena è seguita un'estate iniziata all'insegna della pioggia e proseguita con temperature sensibilmente al di sopra della media stagionale. Nel 2009 si produssero 45,4 milioni di ettolitri di vino. L'Italia fu divisa longitudinalmente in due: la parte occidentale, quella tirrenica, manifestò infatti incrementi produttivi abbastanza omogenei (5/10%), per contro la parte orientale (adriatica) decrementi altrettanto omogenei (5/10%). A causa del bizzarro andamento climatico e meteorico, fatto di colpi scena, piogge, sole, alte e basse temperature, la qualità in tutt'Italia è stata piuttosto difforme.

2010: una vendemmia eterogenea e a macchia di leopardo. Nel 2010 L’andamento climatico e meteorico dei mesi di settembre e di ottobre non ha portato ai miglioramenti auspicati. Il sole è stato in quasi tutt’Italia avaro e le piogge in molte zone non hanno lasciato scampo. L’eterogeneità qualitativa rilevata da Assoenologi a fine agosto è stata purtroppo confermata. Una situazione a macchia di leopardo, dove in una stessa regione il buono si è scontrato con l’eccellente e l’ottimo con il mediocre. Complessivamente la qualità della produzione 2010 è risultata buona con diverse punte di ottimo, ma con l’assenza di eccellenze. Si sono prodotti 46.745.000 di ettolitri di vino (dato Istat), circa 1 milione di ettolitri in meno rispetto al 2009. Il Veneto si è confermato la regione italiana più produttiva con 8.351.000 di ettolitri, seguita dalla Puglia (7.169.000), dall'Emilia Romagna (6.601.000) e dalla Sicilia (5.676.000), quest'ultima in calo di mezzo milione di ettolitri di vino rispetto al 2009.

LA PRODUZIONE 2011 COME E PERCHÉ

 

Oggi (4 settembre) è stato raccolto meno del 30% dell'uva. Le prime regioni a tagliare i grappoli per le uve precoci base spumante sono state, tra l'8 e il 16 agosto, la Lombardia, la Puglia, la Sicilia, l'Emilia Romagna e il Lazio.

Il pieno della raccolta in tutt'Italia avverrà nella seconda decade di settembre, per concludersi entro la fine di ottobre e i primi di novembre con i conferimenti degli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina, di Cabernet in Alto Adige, di Aglianico del Taurasi in Campania e dei vitigni autoctoni sulle pendici dell'Etna.

Da qui l’inattendibilità delle previsioni fatte in luglio con tanto di quantità e qualità, in particolar modo per un’annata come questa e ben sapendo che, anche in una situazione normale, l’andamento dei mesi di agosto e di settembre è fondamentale per siglare o meno una buona campagna vitivinicola.

A riprova di quanto sopra basti ricordare i 40°C toccati in molte zone nella seconda quindicina di agosto che ha ulteriormente modificato la situazione, accelerando la raccolta per poter mantenere i necessari standard qualitativi.

Quantità inferiore al 2010.

Quantitativamente parlando, l’elaborazione dei dati fa ipotizzare che la produzione di uva possa oscillare tra i 59 e i 63 milioni di quintali che, applicando il coefficiente medio di trasformazione del 73%, danno 44 milioni di ettolitri, praticamente un quantitativo inferiore di poco più del 5% a quello dello scorso anno, che fece registrare una produzione di 46,7 milioni di ettolitri (dato Istat). Se il caldo delle due ultime settimane di agosto continuerà anche nella prima decade di settembre si potrà verificare un abbattimento dei valori quantitativi a causa della concentrazione, ovvero della perdita di turgidità degli acini.

Per meglio focalizzare il livello di produzione 2011, riteniamo utile paragonarlo con le medie produttive degli ultimi anni che danno 47.562.000 di ettolitri per il decennio 2001/2010, 46.187.000 di ettolitri per il quinquennio 2006/2010 e 46.263.000 di ettolitri per il triennio 2008/2010.

Va ricordato che in diverse regioni, in particolar modo del Sud d'Italia, la produzione risulta diminuita anche a causa delle estirpazioni volontarie e con premio comunitario, nonché dall'entrata in essere della “vendemmia verde” (che consiste nel rendere improduttivo il terreno per un anno), misure che hanno tolto dalla produzione migliaia e migliaia di ettari di vigneto.

Il ciclo vegetativo.

L’inverno nel Centro-Nord d'Italia è stato caratterizzato da un andamento regolare, a cui è seguita una primavera inconsueta calda e asciutta prima, piovosa poi. Il mese di aprile infatti è stato decisamente secco con temperature, per molti giorni, superiori ai 30C°. In maggio sono calate le temperature ma con poche precipitazioni. In giugno si sono avute due settimane di pioggia che sono poi rientrate nella norma. In luglio le temperature sono scese al di sotto della media stagionale. Diverse le grandinate che in alcune zone hanno arrecato notevoli danni. Il caldo insolito di aprile ha accelerato il ciclo vegetativo sfociando in una fioritura regolare iniziata con notevole anticipo. Durante i mesi di giugno e luglio la vite ha perso parte dell’anticipo accumulato, che oggi è sceso mediamente tra i 5 ed i 7 giorni rispetto allo scorso anno. Agosto è decorso regolare nelle prime due settimane con notevoli escursioni termiche per rendersi torrido dopo Ferragosto, riaccelerando i processi di accumulo e quindi di raccolta.

Nel Centro Sud l'inverno è stato piovoso, mentre la primavera è giunta tardi caratterizzata da diverse precipitazioni e basse temperature che non hanno consentito un anticipo del ciclo vegetativo anzi, in alcuni casi, si è verificato un ritardo rispetto allo scorso anno, come ad esempio, in Abruzzo.

Le fasi fenologiche sono rientrate nella norma, complici le piogge primaverili che hanno favorito un germogliamento uniforme e un regolare sviluppo vegetativo, mentre la fase di fioritura è stata condizionata da situazioni climatiche non molto favorevoli che hanno determinato qualche problema di “colatura” con conseguente riduzione delle quantità per ettaro. Una situazione che, fatta salva la Sardegna, ha contraddistinto tutto il Centro Sud dove l'inizio di agosto è stato caratterizzato da temperature più elevate ed escursioni termiche notevoli di circa 15/18°C. Come nel Centro Nord d'Italia dopo Ferragosto le temperature sono sensibilmente cresciute accelerando i processi di maturazione.

Complessivamente le bizzarrie del tempo fino ai primi giorni di agosto, dovute ai vari eventi climatici e meteorici, non hanno causato danni in quanto coincidenti con le necessità fisiologiche della vite, nel senso che, anche se fuori stagione, il caldo e le piogge hanno favorito le varie fasi fenologiche e naturalmente contrastato  l'insorgere dei focolai di infezione delle più tipiche ampelopatie, come peronospora e oidio.

 

"Estirpi" e "Vendemmia verde". Sul fronte della "rottamazione" dei vigneti, in Italia fra il 2007 e il 2010 sono stati cancellati (con premio Ue che a seconda delle zone poteva arrivare fino a 12mila euro a ettaro) circa 30.000 ettari di superfici vitate. Fra le regioni la fetta maggiore di espianti definitivi è stata effettuata in Puglia (11.000 ettari) e in Sicilia (7.000). Ma riduzioni importanti sono state registrate anche in Emilia Romagna (3.200 ettari), Abruzzo (3.000), Lazio (1.800) e Marche (1.600).

La "vendemmia verde", cioè la possibilità di rendere improduttivo il vigneto per un anno e che garantisce un premio comunitario al produttore di circa 1.700 euro a ettaro, nel 2010 ha coinvolto quasi 9.700 ettari di vigneti, ai quali si prevede se ne aggiungano altri 15.700 nel 2011. La misura ha riguardato all'87% la Sicilia, ma è stata utilizzata anche in Piemonte (3%), in Umbria (2,8%), nelle Marche (1,8%) e in Lombardia (1,6%), mentre la rimanente percentuale è frammentata nelle altre regioni, ad eccezione di: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e Veneto che non hanno fatto alcuna richiesta.

Toscana

Quantità: uguale rispetto vendemmia 2010

Dopo un inverno decorso in modo regolare, la primavera è stata caratterizzata da buone condizioni climatiche, con temperature al di sopra della media e con piogge regolari. Le malattie fungine sono state controllate molto bene, creando i presupposti per una interessante qualità dei vini sia bianchi che rossi.

Le diverse fasi fenologiche si sono svolte nelle migliori condizioni: fioritura e allegagione hanno fatto registrare un anticipo di 10/15 giorni rispetto alla norma. Le temperature, dalla metà di luglio, al di sotto della media stagionale, hanno praticamente azzerato l'anticipo riportando il ciclo vegetativo nella media pluriennale o in alcuni casi con un leggero anticipo. Anche l'invaiatura si è svolta in modo confacente permettendo un inizio di maturazione equilibrato che si è protratto per tutto il periodo favorito dalle eccellenti condizioni climatiche e meteoriche del mese di agosto nella cui sua ultima parte ha creato però qualche problema per le eccessive temperature.

La raccolta delle uve precoci bianche (Chardonnay. Pinot, Sauvignon) è iniziata il 20 di agosto in Maremma e il 25 nelle altre zone. Per le varietà precoci di uve rosse, come il Merlot, la raccolta inizierà nei primi giorni di settembre in tutta la Toscana.

Nella prima decade di settembre verranno staccate le uve a bacca rossa nelle zone di Bolgheri e del Morellino di Scansano, e quelle a bacca bianca a San Gimignano per la produzione della Vernaccia.

Per la vendemmia delle uve base Chianti, Chianti Classico e quelle per la produzione del Carmignano, del Vino Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino si dovrà attendere dopo la metà di settembre. I conferimenti dovrebbero terminare verso il 15/20 ottobre con gli ultimi grappoli di Cabernet, Petit Verdot e Sangiovese.

Quantitativamente, in tutta la Toscana, si stima una produzione di poco superiore ai 2.800.000 ettolitri di vino, praticamente uguale a quella dello scorso anno.

Dal punto di vista qualitativo, se l’andamento climatico e meteorico di settembre sarà buono, si prevede un millesimo ottimo con punte di eccellente.

Per quanto concerne il mercato, le contrattazioni sono ancora scarse, con tendenza verso una stabilità dei prezzi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

 



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